Test di ingresso: dall’anno prossimo conta il voto di maturità.

Novità di fine anno per le facoltà a numero chiuso: curriculum scolastico e voto finale alle superiori saranno utili per stilare le graduatorie di ammissione. Soddisfatti i Ministri Fioroni e Mussi che parlano di meritocrazia.

Il voto di maturità concorrerà a formare la graduatoria finale degli ammessi ai corsi di laurea a numero chiuso: si conclude così il 2007 che ha visto scandali e corruzione nei test di ingresso ad alcune facoltà. E’ stato varato lo scorso 28 dicembre, nel milleproproghe, il decreto legislativo in materia di Valorizzazione della qualità dei risultati scolastici per l’ammissione ai corsi di laurea universitari e definizione dei percorsi di orientamento all’istruzione universitaria che stabilisce la valutazione ed i criteri di valutazione del curriculum scolastico per accedere alle facoltà a numero chiuso a partire dall’anno prossimo.

Quattro i punti essenziali. Dei 105 voti massimi necessari per accedere agli Atenei, fino a 25 saranno dati dal voto di maturità finale che non dovrà essere inferiore ad 80 centesimi; sarà tenuta in considerazione la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore e le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto.
Novità anche nei contenuti dei quiz. I quesiti riguarderanno le materie degli ultimi tre anni e a tal proposito gli insegnanti delle scuole superiori potranno essere coinvolti nella loro formulazione; dall’altro canto, invece, i Professori universitari saranno a disposizione per l’organizzazione di percorsi di orientamento previsti dal decreto e necessari ad aiutare gli studenti nelle loro scelte.

Soddisfatto il Ministro dell’istruzione, Giuseppe Fioroni, che parla di una vera e propria svolta e dichiara: “D’ora in poi per l’accesso alle facoltà a numero chiuso pagherà il merito, non le furbizie e chi studia e sgobba non resterà più fuori gioco. La maturità non sarà più solo un pezzo di carta, ma una porta d’ingresso al proprio futuro e finalmente gli studi delle superiori avranno un loro peso specifico”.

Affatto d’accordo l’UDU, l’Unione degli Universitari, che considera il decreto assolutamente inadeguato alla soluzione dei problemi dei test di ingressi. “Riteniamo– fanno sapere con un comunicato stampa- che la carriera di uno studente universitario debba essere valutata sulla base dei risultati ottenuti all’interno dell’Università e che non debba essere vincolata a scelte compiute a 14 anni”. E aggiungono: “Riteniamo che tale provvedimento non tenga minimamente conto della situazione attuale delle scuole superiori italiane, dove è evidente che non sempre a parità di preparazione corrisponde uguale valutazione finale. Ancora una volta il Ministro Mussi dimostra di non tenere in nessun contro il parere degli studenti, agendo senza consultare il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, ignorando le richieste di una riforma complessiva del sistema di accesso all’Università ed eludendo qualsiasi tipo di concertazione con gli studenti”.

Ugualmente insoddisfatta Azione Universitaria. “Le modifiche apportate sono solo un palliativo” dichiara il Presidente Giovanni Donzelli. “Non siamo contrari all’idea che la valutazione per l’ingresso all’Università sia influenzata anche dai risultati conseguiti negli ultimi
tre anni delle scuole superiori, siamo contrari però a come è strutturato tutto il sistema dei quiz di ingresso. Mussi probabilmente cerca di mascherare i propri fallimenti con piccole toppe, di per sè non negative, ma che rischiano di perdere qualsiasi significato se inserite in un sistema completamente degenerato. E’ necessario che i quiz abbiano un’attinenza con l’Università e che le domande siano sorteggiate per ciascuno tra una serie molto estesa pubblicata in precedenza. Questo potrebbe limitare i brogli e impedire gli errori.”

La parola passa ora ai fatti. Saranno i risultati dei prossimi test di ammissione a dar conferma o a smentire la voce della meritocrazia. Certo è che ad entrare nelle nuove facoltà saranno gli studenti con le votazioni più alte. E non sempre, duro a dirsi, un voto corrisponde alla reale preparazione culturale di chi è stato dietro i banchi di scuola.

Sandra Angelini

Test di ingresso: dall’anno prossimo conta il voto di maturità.ultima modifica: 2008-01-08T11:48:51+01:00da meritocrazia
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