Premiazioni per il merito e il talento

Premiati il merito e il talento con i riconoscimenti a Lucia Aleotti, Andrea Ceccherini, Matteo Colaninno e Giulia Ligresti. Nencini: “Alle giovani eccellenze dedicheremo anche iniziative legislative”. Settis: “Premiare chi sa fare di più e meglio per vincere in Europa”
Firenze – Nella suggestiva cornice del Cenacolo di Santa Croce per guardare al talento e al merito, orientati rigorosamente al futuro. Questo il senso della consegna dei Gonfaloni d’argento ai giovani imprenditori Lucia Aleotti, Andrea Ceccherini, Matteo Colaninno e Giulia Ligresti. Quattro esempi di professionalità e impegno per costruire una società competitiva e fondata sul rispetto dei diritti. “Riconoscere il talento, premiare il merito, valorizzare le potenzialità dei giovani: solo così si può crescere, ed è per questo che proprio ai giovani, in occasione della Festa della Toscana, dedicheremo nuovoe iniziative legislative. Venerdì, d’accordo col presidente della Regione Martini, annunceremo le nostre proposte”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, è intervenuto alla cerimonia al cenacolo di Santa Croce, “un luogo – ha ricordato Nencini – che è stato a lungo il più amato da Dante”. Ancora prima di Dante, intorno all’anno Mille, già la Toscana era nota perché dava l’opportunità di studiare a tutti i bambini e le bambine, non solo a chi era avviato alla carriera ecclesiastica: “Un merito – ha detto Nencini – che ci dovremmo ricordare, così come dovremmo ricordare le parole di un altro grande toscano, il Vasari, che diceva: senza l’ingegno, non potrò né servire la mia città con onore, né competere; per onore si intendeva la passione civica, per competizione la capacità di sapere, ogni mattina, che cosa mettere sul banco del mercato vecchio”. L’ingegno, lo studio, il merito, la competizione, al servizio della vita pubblica e dell’impresa: da sempre sono queste le chiavi del successo, e sono parole che oggi più che mai vanno declinate in funzione delle giovani generazioni. Questo il messaggio della Festa della Toscana, e questo quanto è stato ribadito anche da Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, che dopo i saluti inziali di Stefania Fuscagni, presidente dell’Opera di Santa Croce oltre che consigliera regionale, ha introdotto la cerimonia. “Nell’Italia di oggi – ha detto – è sempre più difficile per i giovani farsi valere. In parte questo è dovuto alla curva demografica: siamo fra i primi Paesi al mondo per crescita dell’età media, e siamo nettamente al primo posto in Europa nella spesa per le pensioni rispetto agli altri settori del welfare. La tendenza è quella di proteggere di più chi è più vecchio. Ma è una tendenza che dobbiamo invertire, perché altrimenti spegniamo nei giovani ogni entusiasmo e ogni progettualità”. “Negli anni ’60 – ha continuato – nacque una mitologia, secondo cui il merito è male: no alla meritocrazia, si diceva. Ma si confondeva il merito con il privilegio. Oggi dovremmo dire: no al privilegio, sì alla meritocrazia, perché non c’è niente di più egualitario della meritocrazia”. “Nel campo della ricerca, come nel campo dell’impresa, la concorrenza internazionale è spietata, lo vediamo con la fuga dei cervelli che da tempo ci priva dei nostri migliori ingegni. Allora – ha concluso – è tempo di capire che in questa concorrenza vince solo chi sa fare di più e meglio, e che, se non sapremo individuare chi sa fare di più e meglio, perderemo”.

 

Premiazioni per il merito e il talentoultima modifica: 2007-12-03T09:33:31+01:00da meritocrazia
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