La società moderna tra assitenza e merito

Un insieme di persone, dice un manuale di sociologia, costituiscono una società. Aggiungo, un insieme di persone che vivono nell’equilibrio del rispetto dei diritti e dei doveri costituiscono una società moderna. Quindi partiamo da una definizione generale di società che è l’insieme di individui i quali hanno ambizioni, sogni, condividono speranze, vivono, muoiono, pregano,amano seguono degli schemi di vita e tutto questo potrebbe essere lasciato al caso e quindi seguire l’istinto, oppure lasciare le origini animali e tutto quanto ne conseguenze e dotarsi di quegli strumenti che garantiscono equilibrio. Durante il cammino  dell’uomo nell’evolversi della sua civiltà a garantire equilibrio alla società sono giunte norme che impegnano l’individuo o tutelano lo stesso; diritti e doveri.

Ma le società hanno scoperto durante il loro cammino, che non c’è solo una dimensione sociologica e giurisprudenziale da tenere in evidenza ma anche un aspetto economico-sociale. Le società sono in equilibrio se il sistema imprenditoriale è anch’esso in equilibrio, quindi una società ha bisogno di tutto quanto le occorre per funzionare ed essere produttiva ed efficiente, operai, medici,avvocati, panettieri, ingegneri, imprenditori, ecc,ecc. A differenza del marxismo, la società non deve essere chiusa quindi rifugiarsi in classi sociali, e non deve chiudersi parimenti in corporazioni come accade quasi sempre nel pensiero delle destre che rispondono al anti-classismo della sinistra; ma bensì essere aperta e garantire un movimento sia in senso longitudinale, quindi mobilità orizzontale (cambio di lavoro, formazione,istruzione,università,ecc)  che verticale, quindi possibilità a chiunque di poter scalare i gradini della scala sociale.

Scalare la piramide sociale verso l’alto, consente alla società di rinnovare se stessa, la possibilità di avere sempre medici brillanti o  giovani ricercatori capaci, la scalata verticale garantisce il ricambio ai vertici delle aziende, il rinnovo del sistema produttivo, il rinnovamento delle leadership di governo, il ricambio politico. Ma come può avvenire tutto questo? Perché se è così facile come è possibile che taluna ricetta non sia applicata ad esempio in Italia? – Condicio sine qua non, è la presenza all’interno di una società moderna che garantisca mobilità orizzontale e verticale, e quindi equilibrio socio-economico-giurisprudenziale la presenza del fattore merito. Perché si passi ad avere ben chiaro cos’è il fattore merito, bisogna parlare di società passive e società attive. Che cosa sono le società passive? – Nelle società passive l’individuo è parte passiva nella società, mentre lo stato gioca un ruolo attivo. In sintesi gli individui di una società passiva sono accompagnati in maniera assistita da uno stato centrale che annulla ogni loro iniziativa ed ogni loro sapere. Le società passive sono fortemente ideolicizzate, di contro si vive per contrapposizione più o meno  democratica, ed ogni scalata verticale verso i gradini più alti della società avviene per nomina e per censo. Nelle società attive lo stato invece gioca un ruolo passivo, ed è la migliore formula, perché la società non è ideolicizzata, non vive delle contrapposizioni, non ci sono caste sociali da soverchiare ne corpoazioni che si scagliano le una contro le altre per difendere posti di potere e privilegi. Nelle società attive l’individuo gioca un ruolo fondamentale, egli è cittadino quindi non un numero. Il cittadino, l’individuo uomo o donna, giovane o anziano, diversamente abile o normale è un cittadino sempre. Ogni sua capacità è ripagata e giustamente ricompensata. Nelle società attive anche il costo della spesa pubblica viene a diminuire perché le società attive impegnano i cittadini ed essere parte attiva, quindi a sentirsi cittadini di una sola società dove ognuno è fondamentale non solo a se stesso ma agli altri, perché attraverso i suoi studi migliora il dibattito intellettuale, perché attraverso il suo lavoro partecipa al bene comune attraverso ad esempio il pagamento delle tasse. E’ chiaro che una società attiva deve avere degli ammortizzatori, una società iperattiva annullerebbe l’individuo e questo non va comunque bene, tutti sentendosi parimenti liberi possono concorrere a migliorare se stessi, ma qualora qualcuno rimanga indietro oppure ha avuto un’esperienza poco felice, pensiamo a chi perde un lavoro o un imprenditore che falllisce, una madre che cresce i figli senza marito, oppure una persona gravemente ammalata, ecco queste persone devono essere rimesse in condizioni di essere nuovamente in piedi, di dare ancora il loro contributo. Nei limiti e nel rispetto delle loro possibilità.               

Il merito darebbe la possibilità di scegliere una governance sempre capace e non imposta dall’ideologia, il merito obbligherebbe a riflettere e a pensare quindi ad applicare un processo ragionato ed equlibrato. Ma come si passa da una società passiva come la nostra ad  una società attiva? Anche in questo caso il passaggio non è indolore, come per una società che passa dalla negazione della libertà anche codesto iter non è semplice. Perché la società passiva più si è prolungata negli anni più ha prodotto lacerazioni. Andare a smantellare corporazioni e lobbies che nel frattempo controllano posti di potere ed interi settori economici banche, artigiani,industriali,ecc, (per me le mafie sono dei clubs, o lobbis economiche sicuramente violente, ma sempre lobbies sono. Paragonabili a qualsiasi altra fondazione o gruppo di potere che ha come fine ultimo quello di trarre guadagno da una o più situazioni che generano ricchezza) o se pensiamo alla moltitudine di enti più o meno diretti e controllati dallo stato con nomine di partito perché devono garantire equilibri di maggioranza e di oposizione, beh È dura smantellare da oggi a domani un tale sistema. Nel frattempo ciò che è impensabile per una società attiva è quasi un diritto in una società passiva. Un funzionario di partito che è stato anche un ottimo sindaco è normale nella società passiva che presieda un ente o vada in qualche altro consiglio di governo.

Bisogna creare opinione e muoversi verso la lenta ma sicura strada del cambiamento ragionato, perché qualora il cambiamento utilizzi impropriamente strumenti di rottura è probabile che ciò che si possa costruire dopo sia anche peggio di quello che c’è.

Michele Montone      

La società moderna tra assitenza e meritoultima modifica: 2007-10-17T14:35:00+02:00da meritocrazia
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